La mindfulness è utilissima durante la gravidanza e il travaglio, ma il potere di questa speciale “postura mentale” si manifesta anche dopo, quando ci si scopre genitori e si è chiamati a crescere una vita con responsabilità.

Ecco perché il nostro corso di “Mindfulness in Gravidanza” è uno strumento che va oltre il parto. Il percorso offre infatti una cassetta degli attrezzi per gestire l’emotività con i propri figli e aiutare ad affrontare le sfide della genitorialità con maggiore consapevolezza.

Come funziona la mindfulness

La mindfulness è un approccio mentale che ci insegna a stare nel momento presente con maggiore consapevolezza, mantenendo un atteggiamento non giudicante.

Seguendo questo nuovo modo di pensare, diveniamo consapevoli e non più solo critici nei confronti di noi stessi e delle cose che ci accadono, imparando a contenere le emozioni e i pensieri negativi che ci portano ad essere stressati e sofferenti.

Tutto si basa su due gesti molto semplici.

Il primo è “diventare attenti” a noi stessi, ovvero accorgerci del nostro corpo, del nostro respiro, delle nostre emozioni. Il secondo è “lasciare andare”: non dobbiamo cercare di dominare o reagire a quello che ci accade, ma osservarlo dall’esterno, accoglierlo e poi accettarlo con consapevolezza.

Questo non significa arrendersi, ma evitare che gli automatismi che guidano la nostra vita ci travolgano, facendoci reagire in modo impulsivo. La mindfulness insegna infatti a concentrarci sul presente e non sul passato, ad accettare i nostri pensieri e le nostre emozioni in modo comprensivo e compassionevole.

Ma come si pratica la mindfulness?

Nel corso di Mindfulness in Gravidanza de LeNoveLune seguiamo il percorso Mindfulness-Based Childbirth and Parenting (MBCP) sviluppato da Nancy Bardacke.

Questo percorso include esercizi di respirazione, meditazioni e tecniche di visualizzazione, utili a preparare sia al parto sia alla genitorialità.

Il Corso di Mindfulness come cassetta degli attrezzi per i futuri genitori

Il corso di Mindfulness in Gravidanza funziona come una cassetta degli attrezzi per la genitorialità, anche dopo il momento del parto.

Grazie a questo percorso, mamma e papà abbracciano una nuova forma di consapevolezza: intanto, comprendono che quella del genitore perfetto è solo un’illusione che non esiste in realtà.

Esiste invece il genitore consapevole, ovvero colui che si sintonizza con i bisogni del figlio e riesce a governare anche i momenti più difficili, per esempio quando il neonato piange o quando, crescendo, il bambino inizia a dire i primi no e a fare capricci.

Un bambino, soprattutto nei primi anni, non riesce ancora a regolare le sue emozioni. Scopre il mondo per la prima volta e vive tutto al massimo, non solo con gioia ed entusiasmo, ma a volte anche con rabbia e frustrazione.

Quando iniziano le prime tempeste emotive nei più piccoli, il genitore consapevole riesce a rimanere presente a se stesso, senza farsi risucchiare dal vortice delle emozioni. Non risponde ai capricci gridando, non si lascia andare alla frustrazione, ma attraversa queste emozioni: accetta la sua stanchezza o la sua irritazione, e così porta gentilezza e compassione a sé e al proprio bambino, sapendo che entrambi stanno facendo il meglio che possano fare.

Tutto risiede nella capacità di ascoltare e ascoltarsi. E qui sta tutta la differenza tra “essere” genitore e “fare” il genitore.

Il corso di Mindfulness in Gravidanza non ci insegna a fare i bravi genitori, ma ci aiuta a rendere la relazione con nostro figlio più viva e più consapevole, meno reattiva e più compassionevole. In poche parole, ci aiuta a creare una connessione. E in quella connessione c’è lo spazio per crescere insieme, con tutta la meravigliosa imperfezione che comporta.

Se ti interessa scoprire questa pratica, ti invitiamo a chiedere maggiori informazioni sul nostro corso di “Mindfulness in Gravidanza”.

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