La respirazione diaframmatica è molto utile durante la gravidanza e il travaglio, ma anche nella vita di tutti i giorni per la gestione delle emozioni. Respiro e sistema nervoso sono infatti strettamente intrecciati tra loro: nel flusso d’aria che inspiriamo ed espiriamo passano tensioni, energie, emozioni… Vediamo come!

La respirazione diaframmatica e toracica: il legame con le nostre emozioni

Il diaframma è un grande muscolo a forma di cupola collocato esattamente tra il nostro torace e l’addome.

Quando si attiva questo muscolo, la respirazione diventa più profonda. Inspirando, infatti, la cupola del diaframma si distende e si abbassa, creando più spazio per i polmoni che possono incamerare aria. Quando si espira, il diaframma si rilassa, la cupola si alza e l’aria semplicemente esce.

Detto così sembra tutto semplice: eppure, nella vita di tutti i giorni, non usiamo bene la respirazione diaframmatica, preferendole quella toracica.

La differenza si vede anche a occhio nudo: con la respirazione toracica si gonfia il petto, con la respirazione diaframmatica si riempire la pancia.

Questo succede perché la respirazione toracica non lavora con il diaframma, ma con i muscoli intercostali del petto. Il respiro quindi rimane più alto, ma anche più corto. Non a caso, il corpo dovrebbe usare questo tipo di respiro quando siamo agitati, tesi, di fretta.

Questo modo di respirare comunica con il cervello segnalando uno stato di stress e allerta.

Quando il respiro è corto e alto, il corpo pensa di essere di fronte a una minaccia, e invia al nostro corpo dei segnali per rispondere alla situazione di pericolo. Per questo il battito accelera, i muscoli si irrigidiscono e il cervello resta vigile in attesa di una reazione.

Già così è più facile comprendere lo stretto legame che intercorre tra il nostro respiro e la gestione delle emozioni: un legame che diventa ancora più importante quando affrontiamo fasi di profondo cambiamento, come la gravidanza e il travaglio.

La respirazione diaframmatica in gravidanza

Durante la gravidanza, la respirazione diaframmatica si trasforma in un’alleata per ridurre l’ansia e la tensione legate ai grandi cambiamenti ormonali, fisici ed emotivi che la donna deve affrontare nel suo percorso verso la maternità.

Grazie al respiro, la futura mamma può acquisire più sicurezza e stabilità, imparando non solo a vivere, ma anche “a stare” nella gravidanza.

In generale, la respirazione con il diaframma aiuta il sistema nervoso a non affrontare questo nuovo capitolo della vita in modalità allarme. E l’aiuto non è solo psicologico, ma anche fisico.

Durante la gravidanza, infatti, il corpo della donna subisce molti cambiamenti. Mentre l’utero cresce, lo spazio nel torace si riduce e la respirazione tende a farsi più corta. La respirazione diaframmatica permette di usare meglio il volume dei polmoni, garantendo un respiro più ampio e profondo.

Poi c’è la questione della preparazione al travaglio e al parto: imparare a respirare bene con il diaframma durante la gravidanza aiuta a rilassare il pavimento pelvico e a prendere più consapevolezza dell’energia interiore racchiusa nella zona del perineo.

Quando arriverà il travaglio, il dialogo tra diaframma, respiro e pavimento pelvico diventerà fondamentale.

La respirazione diaframmatica durante il travaglio

Durante il travaglio, è importante che la futura mamma si concentri sulla respirazione diaframmatica.

In travaglio, i dolori sono forti e il corpo è portato automaticamente a respirare utilizzando la respirazione toracica, che come abbiamo visto è il respiro tipico delle situazioni di stress. Il problema è che più è corta e affrettata, più la respirazione invia segnali di allarme al cervello, aumentando notevolmente lo stress. Questo può portare a irrigidire i muscoli e a rendere le contrazioni persino più dolorose.

Il respiro diaframmatico è l’esatto opposto.

Concentrandosi sul diaframma e sul pavimento pelvico, diventa più facile mantenere la calma e “sentire” con maggiore consapevolezza il momento del travaglio. I respiri profondi servono non solo ad abbassare la risposta allo stress, ma anche a rilassare la muscolatura profonda del pavimento pelvico, favorendo la preparazione al parto.

La respirazione diaframmatica finisce così per accompagnare le contrazioni, preparando il canale del parto (e la futura mamma) a donare vita.

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